Blog: http://notturnoumano.ilcannocchiale.it

Pinocchio

Pinocchio affronta il tema della paternità e quello del falso. Un uomo da solo non
può concepire e per quanto possa desiderare un figlio ha bisogno di una donna. Per
risolvere questo problema entra in scena la Fata dai Capelli Turchinia: un femminile
idealizzato, magico, lontano e senza contatto.
Quindi si anima il burattino: Geppetto è un padre all'improvviso e Pinocchio è un figlio.
Ma le premesse sono quelle di una falsificazione.
Pinocchio non è un "bambino vero" e di conseguenza non lo sono le sue relazioni con il
mondo. Il rapporto con il padre è un artefazione; al di là dell'imprinting e un innegabile
rapporto affettivo cosa c'è davvero tra un genitore e un figlio?
Sono ruoli che si imparano con il tempo, come una parte continuamente provata per un
qualche spettacolo teatrale. Si deve superare una fase di rifiuto, forse nel caso di
Pinocchio sarebbe il caso di dire "rigetto".
E'curioso che sia proprio un corpo vero ciò che manca al protagonista di questa favola
perché proprio dal "corpo" parrebbe spinto: non vuole ragionare, studiare, impegnarsi e
si interessa solo alla ricerca del piacere. Così viene ingannato in continuazione, da
falsificatori ogni volta (perché la cultura dovrebbe essere una riappropiazione del
senso del vero e della propria identità). In questo senso, ingannato da tutti i gatti e
le volpi possibili, il nostro Pinocchio è davvero un burattino. E un asino.
Quando se ne rende conto è pieno di orrore. C'è Geppetto che l'ha cercato per tutto questo
tempo, alla fine si trova nella pancia del mostro marino.
C'è speranza ancora. Resta del tempo.

Pubblicato il 17/10/2012 alle 23.10 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web