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Diario


4 maggio 2006

Superman: Red Son [Mark Millar/ Killian Plunkett]
SPOILER

Cos'è la libertà?

E' una domanda piuttosto inquietante se pensiamo che è proprio dal suo esercizio che emergono il caos e le infelicità del mondo. Se allora tutto il mondo fosse automatizzato e predeterminato in modo che tutti gli uomini fossero obbligati a prendere le migliori decisioni per loro stessi, se il mondo fosse governato da un Superuomo del tutto infallibile, non sarebbe meglio per tutti noi?
Se al termine di tutti i nostri errori potessimo finalmente scorgere un'avvenire di felicità per tutti gli uomini, allora non sarebbe meglio?
Su questi basi si muove un interessante elseworld, che immagina il più importante supereroe dell'immaginario DC, cioè Superman, in una realtà completamente opposta a quella in cui siamo abituati a considerarlo.
Non viene ritrovato in Kansas ma in Ucraina, nell'Unione Sovietica del 1938, e non sarà più "il difensore della giustizia, della verità e dell'American way" ma il protettore "del lavoratore comune, che combatte una battaglia senza fine per Stalin, il socialismo e l'espansione internazionale del patto di Varsavia".
Naturalmente ci sono tanti altri personaggi che sono abituati a confrontarsi con Superman nella sua serie canonica e come al solito Lex Luthor è un campione dell'umanità sui generis, macchiavellico e ossessionato dal furto di potenzialità che quell'alieno sembra fargli, perché le possibilità più alte doveva raggiungerle lui, nato praticamente per uccidere un Dio; Lois Lane ha quasi il presentimeno che lei e Superman dovrebbero stare insieme, ma siccome vive in America e l'altro si trova in Russia si sposa con Luthor con cui almeno può condividere il pasto di una triste fascinazione per l'assoluto.
Lana Lazarenko, o Lana Lang, è una figurina ritagliata dalla sua infanzia contadina mentre Pyotr Roslov (Peter Ross) è l'invisioso "amico" che Superman si cerca, senza capire quanto velenosa sia la sua invidia, mentre nella realtà canonica la stessa restava sotto traccia: il personaggio rimaneva positivo, "il migliore amico" senza esternare particolari pulsioni aggressive.
Batman è in un costume molto figo e con un meraviglioso colbacco in testa, rappresenta il caos e la paura della notte mentre una luce troppo forte vorrebbe annullare, "illuminare" le coscienze. E ancora altri personaggi riscritti: Wonder Woman deve fare i conti con l'assenza di un uomo nella sua vita, Hal Jordan (Lanterna Verde) è completamente ossessionato dai comunisti.
La storia macina il secolo: negli anni cinquanta Superman compare per la prima volta agli occhi del mondo, poi succede a Stalin, l'altro "uomo d'acciaio" e si noti, non voglio essere pedante, che l'epiteto "man of steel" è lo stesso che nei fumetti viene sempre associato a Superman; negli anni settanta l'Unione Sovietica ha quasi il controllo del mondo ma poi negli anni duemila quando Lex Luthor diventa presidente degli Stati uniti le cose cominciano a cambiare. E lo scontro diventa inevitabile.
Vediamo così con il trascorrere del tempo un Supeman che inconsapevolmente ragiona come Brainiac, che vuole eliminare ogni discrezionalità nei comportamenti e impacchettare la realtà negando ogni forma di imprevisto, meccanizzando, alienando, disumanizzando.
In ogni caso il lascito di Superman è doloroso, come nell' "Anfitrione" di Plauto, un padre si trova giocato e deve sopportare che il figlio non suo che si trova a crescere oltrepassi qualsiasi cosa avrebbe sperare per sè. Ci si sente male di fronte alla divinità e si prova come se si venisse uccisi o sostituiti. E il disagio purtoppo è anche dell'alieno.
Allora l'umanità viene onorata nella sua invidia (Lex Luthor) ed amata proprio nella sua cattiveria, tanto che in un mondo perfezionato dall'Onnipotente il peccato originale diventa inevitabile e l'umanità viene riscattata proprio dalla sua malignità.
Poi proseguono i secoli mentre vediamo l'incredibile sviluppo della storia del nostro pianeta mentre il nostro sole si ingrossa e diventa una gigante rossa. Come Krypton alla vigilia della sua catastrofe.

Un Superman ottimo, nello stravolgerne la storia lo si indovina. Non è un personaggio così noioso come potrebbe sembrare.




permalink | inviato da il 4/5/2006 alle 2:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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