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21 ottobre 2012
Guglielmo II di Germania
Soggetto

Tragedia sulla disabilità. Guglielmo è il terzo e ultimo kaiser dell'Impero Tedesco.
Figlio di Federico III e Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha, nasce difettato. Il parto è molto complicato, i medici (inglesi) esercitano con il forcipe troppa pressione sul suo braccio sinistro e così glielo rovinano per sempre. Rimane atrofizzato e praticamente inutilizzabile.
Durante l'infanzia si sottopone a cure inutili e molto dolorose; si sente non voluto dalla madre (inglese) proprio a causa del suo handicap fisico e ignorato dal padre (bello, forte, potente).
Cresce come un reazionario: si rifugia nel passato e in una sua idea della gloria militare prussiana - poi tutti diranno che voleva compensare - anche come rifiuto alle idee liberali (e di influenza inglese) dei due genitori.
Quando diventa l'imperatore si presenta molto spesso in uniforme come ad evocare l'immagine di Federico il Grande, appare sempre in preda di un grande nervosismo e voglia di fare. Lascia dichiarazioni in continuazione, licenzia cancellieri uno dopo l'altro, porta avanti una politica estera estremamente arrischiata e confusa.

La sua immaturità personale è in un certo senso quella della stessa Germania, uno stato troppo giovane che non ha trovato una sua dimensione e un modo di impiegare la propria forza (si ribella a un mondo già fatto - dai genitori - dove tutte le colonie sono già state prese).
La Prima Guerra Mondiale è anche una sua tragedia familiare perché egli è imparentato con gran parte della nobiltà europea, dal Re d'Inghilterra allo Zar di Russia.
Un secondo elemento di tragedia: la guerra non era inevitabile e il mondo poteva - forse - svilupparsi in un modo diverso e migliore se non si fossero determinate una serie terribile di coincidenze (morte troppo veloce di Federico III, sopravvivenza troppo lunga di Francesco Giuseppe, attentato dell'arciduca Francesco Ferdinando). L'assolutismo scarica sulla storia quelle che sono le malattie dei regnanti.
La tragedia si svolge nel corso della Crisi di Luglio, ovvero quel breve periodo in cui si accavallano tutte le comunicazioni tra le cancellerie europee e si cerca di evitare o provocare la guerra in Europa. Guglielmo vuole e non vuole la guerra. Il fatto di non avere di fronte i suoi interlocutori, che sono fisicamente lontani, accresce le sue paranoie.



permalink | inviato da notturnoumano il 21/10/2012 alle 0:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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