.

26 novembre 2011
una di quelle lettere
Una frase che ho sentito ieri mi ha lasciato assolutamente incantato:
Una delle sue lettere scritte a mano, di quelle che scriveva lui in quel periodo, in cui all'improvviso, per una ragione o per l'altra, disegnava cavalli e cammelli.



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politica estera
22 ottobre 2011
1911-1912
Ho sempre avuto la vocazione da uomo di spettacolo. Mentre si approssimava la fine io mi immergevo in lunghissime tirate contro gli americani di fronte alla casa distrutta da quel bombardamento di Reagan che ha ucciso mia figlia (non era morta, infatti si è laureata in medicina e ora vive all'estero). Perché tutto è sempre stato finto, la Libia soprattutto, le persone e me stesso.
Quando è arrivato il momento di concludere la rappresentazione mi sono infilato in un buco così da nascondermi dall'idiozia del tempo che passa per altri racconti in cui io non ho parte.



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letteratura
12 ottobre 2011
Zeno

Odio terribilmente l'idea che Zeno abbia sposato Augusta dopo esser stato rifiutato da Ada e Alberta, rassegnato così all'idea di una terza scelta. E' qualcosa che io trovo assolutamente disgustoso.
Credo che la nostra vita sia tutto un esercizio di comparazioni e sistematiche classificazioni.




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letteratura
7 ottobre 2011
Frankenstein è...
La storia della scomposizione dell'uomo nelle sue parti, analizzando analizzando, tagliando e ricucendo, uccidendo e rimettendo insieme cose morte.
L'aggregato, fondamentalmente inumano, ricorda malinconicamente ciò che è stato e rimprovera la scienza stessa, ovvero il dottore.
La creatura distrugge tutte le relazioni umane che Victor Von Frankenstein si era costruito demolendo in questo modo ogni idea di futuro che la sua vittima poteva nutrire in cuor suo. La morte psichica, questa era l'idea. Affoga ogni cosa nel freddo terribile, bianco e senza forme, al di là del circolo polare artico.



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26 agosto 2011
Flex Mentallo: Man of Muscle Mystery




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16 agosto 2011
la libertà e la sua percezione
1

Il matrimonio è una stupida cosa, burocratica cosa e questo va bene ma sacra io non credo. Proprio no. Perché noi siamo in competizione per l'amore di tutti, scelti o rifiutati, confrontati con tutti i pretendeti di questo mondo. Un tempo sposarsi con qualcuno significava rivendicarne la proprietà ma un simile approccio non ha più senso: la fedeltà non è altro che una concessione.

2

Che senso ha chiamare la nuova tassa "contributo di solidarietà"? Non è una concessione, è obbligatoria.
Che senso ha mostrarsi solidali a prescindere dal sentirsi in effetti solidali?
Io credo che questa denominazione derivi da un certo fastidio con cui questo governo percepisce lo stato o la collettività: "le tasse non sono un dovere ma la libera concessione di un essere superiore".



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8 agosto 2011
l'orco (3 di 3)
Gigantesco castello dove tutte le distinzioni si sfarinano, compare quindi la mia immensa figura: terribile nemesi di tutta l'umanità bambina. Se parlo urlo perché questo so fare.
CHI E' QUELLO? Il gatto con gli stivali. COSA CHIEDE? "Dimostra di essere ogni cosa e nessuna, divenendo qualcosa e poi qualcosa d'altro ancora. Tu che sei infinito devi definirti per essere compreso"

Ma ogni struttura che davvero esiste seve fare i conti con un'intrinseca fragilità che la rende possibile. E con la ridicolaggine della propria unicità.
(Si, lo so, in futuro tutti noi saremo il figlio del mugnaio e il marchese di Carabas)

Quando mi trasformo in topo il gatto con gli stivali fa un balzo, mi afferra e in un attimo mi divora.



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6 agosto 2011
il figlio del mugnaio (2 di 3)
"Il figlio del mugnaio diventò dunque il marito della Principessa, ma, siccome era un giovane onesto e sincero, non volle continuare ad ingannare la moglie ed il Re.
Raccontò come erano andate veramente le cose, spiegò per filo e per segno quello che aveva architettato il gatto, dalla prima fortunata caccia nel bosco al colpo maestro dell'uccisione dell'Orco e alla conquista del castello"


O Perrault, che cazzo hai scritto?
Tutto nella vita è dissimulazione e il senso di colpa che a questa si associa non può davvero essere estinto.
E'la morale stessa della storia che hai raccontato. Dove molte bugie vengono dette, soprattutto dal gatto con gli stivali, ma la pù grave è quella non detta. Intendo l'ordine sociale, che poi degrada in apparenza senza merito.
In futuro tutti noi saremo il figlio del mugnaio e il marchese di Carabas ma nell'attesa io scelgo il secondo piuttosto che il primo.




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6 agosto 2011
il gatto con gli stivali (1 di 3)
Ho sempre desiderato prendere il potere nutrendo le fantasie di un re sognatore. Il primogenito ha ottenuto il mulino in eredità quando è morto il padre e il secondogenito l'asino. Ma cos'è il mulino senza l'asino? e cosa l'asino senza il mulino? Il terzo ha ottenuto me: un gatto. Sguardo perplesso del ragazzo, ora non sa se ridere o piangere.
"Non preoccuparti", gli dico, "diventerai ricco se mi ascolterai. Per prima cosa mi serve un paio di stivali"
Questa è una mia trovata: dovrei insegnarla in un corso ipotetico di psicologia della vendita. Il tuo interlocutore si incuriosisce se per un qualche piccolo particolare il tuo abbigliamento si distingue: un cappello elegante, un fiore all'occhiello o degli stivali ai piedi di un gatto.



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6 agosto 2011
il soldatino di stagno
1

Per ingannare la mente dovrei scrivere due righe?

2

In assenza della persona amata uno sciocco ripete per tante volte le mille parole che vorrebbe dirle, a mezza voce quando il flusso di coscienza gorgoglia al di sopra di una superficie e diventa suono nel mondo concreto. Sollievo momentaneo e fittizio, insoddisfacente per questo e quindi si ricomincia: nuovi pensieri ancora e poi di nuovo a voce la chiusa. Un movimento periodico come quello di un mare inquieto, difficile, e ostile, e odioso.



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25 luglio 2011
For killing the past and coming back to life
(Norvegia, Strage di Utoya)
Fino a che punto ha senso provare disprezzo o risentimento nei confronti di qualcuno che nel relazionarsi con le sue vittime non aveva alcuna empatia?
Sconesso: viveva nel passato, ai tempi delle crociate ("era sicuramente meglio prima"), isolato per anni in 1500 pagine di demenza, e poi orrendi videogiochi che citava tra i suoi prefeti, cataloghi di armi, "valore", "onore", "purezza" - si, un idiota - e preparazioni meticolose per uno show di poche decine di minuti.
Ora è prigioniero e in un certo senso già lo era prima, dato che il mondo suo, e nostro se ce lo concede, lo ha ricondotto a uno schema concluso: tutti sono in modo ambiguo vivi morti, in una realtà esaurita dove si trovano soltanto figure retoriche, rumore o disturbo.
Volevi uscire dall'anonimato, non uomo? Avere un'identità, nessuno?



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politica interna
19 luglio 2011
ricominciando
rebooting it
La continuity pone dei problemi nell'accogliere nuovi lettori; inevitabile produzione di entropia e quindi di lavoro disponibile che è possibile estrarre dal sistema. Rifondare il partito nel 1994; il mito del superuomo l'ho costruito con tutta l'attenzione e la perizia di un esperto di marketing. Tutti me lo riconoscono.
Io ho paura delle parole fredde che accompagnano la fine dell'illusione, il senso di disagio e quel tono passivo-aggressivo che emerge a questo punto nella mia conversazione. Io sono un intruso. Il risentimento ora si impone sulla gabbia toracica e io mi chiedo se riuscirò a uscirne.



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19 luglio 2011
ricominciando
gli anni sessanta di Lanterna Verde e degli X-Men
Lanterna Verde nasce alla fine degli anni'50 . Hal Jordan riprende Yuri Gagarin e la consecutiva corsa allo spazio, il celebre discorso di John Kennedy sulla Nuova Frontiera e quello dello sbarco sulla luna. Alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà dopo anni di crisi dei supereroi e del Maccartismo. Non mi entusiasmano le ultime storie dedicate a Lanterna Verde e il film prodotto dalla Warner Brothers era pessimo.
La storia migliore che ho letto su questo personaggio è di Darwyn Cooke che nel 2003-2004 reimmagina l'inizio di Lanterna Verde e della Lega della Giustizia alla luce del contesto storico in cui fu concepito il personaggio di Hal Jordan in prima istanza.

X-Men nasce all'inizio degli anni'60 e il tema era quello dei diritti civili: l'America stava cercando di superare il problema della segregazione e si erano imposti leader carismatici come Martin Luther King o Malcom X. Inizialmente non funziona dal punto di vista commerciale e inizierà ad avere successo solo successivamente (il personaggio di Wolverine è introdotto solo negli anni settanta e allude agli anni della contestazioni correlate alla guerra in Vietnam: un uomo violentato dagli esperimenti condotti dall'esercito, dal governo, dall'autorità). Negli anni ottanta c'è il boom dei fumetti dedicati a quei gruppi, gli X-Men appunto ma anche i New Teen Titans e la Legione dei Supereroi presso la DC Comics, che raccontavano tra le righe i problemi della crescita propri dell'adolescenti. In fondo il vero tema della Saga di Fenice Nera - celeberrima storyline dei mutanti Marvel - è proprio la scoperta del sesso.
Divenuti popolarissimi soffrono un declino nella seconda metà degli anni novanta, si riprendono negli anni duemila. Poi escono i film. L'ultimo è molto carino ed è tutto ambientato negli anni sessanta.



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19 luglio 2011
riprendiamo? riprendiamo!
Riprendiamo? Riprendiamo!
La teoria di Richardson-Kolmogorov considera che tutti i fenomeni di turbolenza sono particolari alle grandi scale dove le perturbazioni imprevedibili delle condizioni di contorno creano situazioni casuali ma alle piccole scale sono tutte autosimili. E per nascondere - o forse chiarire - la degenerazione io "parlavo" di dei qualche mese fa! Di politeismo!

Mi rendo conto che finisco sempre per ripetere sempre gli stessi schemi: ma sempre più in piccolo, l'energia si trasmetteva a queste piccole scale, poi microscopiche scale e quindi dissipavasi per effetto della viscosità. A livello molecolare.

Big whorls have little whorls
That feed on their velocity,
And little whorls have lesser whorls
And so on to viscosity.


Si, tutto è diverso è particolare ma lo sta diventando sempre di meno. No, è autosimile. Maledetti Richardson e Kolmogorov! Se è tutto autosimile è difficile parlare, nevvero?

Riprendiamo? Riprendiamo!



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17 maggio 2011
in termini di produttività
Approccio curioso e pieno di cinismo: "stai male ma questo, da un certo punto di vista, potrebbe essere un bene. Perché puoi scriverne, mettere in scena qualcosa di bello, di interessante, che è poi il risultato di un paradosso curioso. Una vena d'oro emerge da una terra nera"
Ma questo è stupido: ricompreso e sistematizzato in un sinistro ciclo di produzione che vuole normalizzare tutto, alimentare il dolore in funzione di una futura sistematizzazione della coscienza, tipo coltivazione dei batteri.
Ci sono degli snodi che non posso accettare, si è imposto tutto intorno un grande silenzio e questo a rigor di logica.



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10 maggio 2011
Ricapitolando
Ricapitoliamo. Un mondo divino si impone su quello degli esseri umani, li schiaccia persino se non sono in grado di contrapporre una forza che li stabilizzi. Viviamo alimentati da una fonte di energia, che potremmo definire lo spirito: esso è in grado di generare la storia del mondo [1], che è il risultato dell'applicazione di quell'energia sottoforma di lavoro dovendo fare i conti con tutte le resistenze del caso.
Un danneggiamento del "dispositivo" equivale a una sorta di naufragio [2], sono le onde del tempo che ci trasportano e perdiamo il cosidetto libero arbitrio.
Mi riferivo ai Nuovi Dei di Jack Kirby: cosa vuole Darkseid per l'umanità? Non la morte ma l'antivita ossia una "vita prigioniera", nell'oppressione e nella rassegnazione, dequalificati gli uomini dalla perdita di ogni scelta. Un eroe di questa storia era Mister Miracle che è un artista della fuga e questo inteso in senso reale e figurato.
In teoria i Nuovi Dei doveva essere una miniserie con tanto di conclusione in anni in cui la DC o la Marvel sembravano proprio non concepire l'idea di una storia con una fine definitiva.
E quanto a Thor... Perché mi piace questo personaggio della Marvel? Innanzitutto perché è un prototipo di quei Nuovi Dei che Kirby finirà per creare anni dopo e poi perché è un'idea molto strana che si è prestata a storie assai curiose.

[1] pietra azzurra
[2] bizantini



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10 maggio 2011
disconoscersi (II)
In estate si gioca un importante amichevole estiva...
scrivo male, distratto, faccio un'infinità di refusi e non controllo, devo riprendermi o mi sfilaccio e cado a terra tutto srotolato!



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politica interna
9 maggio 2011
Luigi Berlusconi
1

In estate, sempre ad Agosto, si gioca un'importante amichevole intitolata a Luigi Berlusconi nella quale il Milan affronta la Juventus.
Ma in fondo chi è Luigi Berlusconi? E cosa ha fatto per il Milan oltre a portare Silvio bambino allo stadio e fargli conoscere la squadra?
Il figlio ha voluto sempre celebrare se stesso attraverso il padre, oppure, e forse al contempo, nobilitarsi  innalzando il genitore con un comportamento degno di un parvenu, e qui scuoto la testa sdegnato.
E' in ogni caso mancanza di modestia elevare questo lutto privato allo spettacolo del grande calcio e alla conseguente diretta televisiva nazionale.

2


"Guardi, ho ricordi a San Siro con mio papà sin da quando eravamo piccoli noi tre figli. Ogni domenica, come una sorta di rito, ci portava con lui. San Siro è il simbolo del Milan e dell'Inter, è luogo di vittorie, gioie, sentimenti. Io però, essendo da poco in questo mondo e avendo solo 26 anni penso che quello che vorrei vedere intitolato a mio padre sia uno stadio nuovo ed esclusivo del Milan. Ed è a questo che dobbiamo ambire"


(Silvio Berlusconi, dopo che il Milan ha vinto lo scudetto)



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7 maggio 2011
disconoscersi
1

Ogni volta che ti incontro mi sembra di ricominciare da capo. Rimani sulle tue, io mi parlo addosso e odio quello che dico, voglio andare avanti e non ci riesco, così alla fine sarà tutto inutile e resteremo due estranei.

2

Dove ero rimasto?
Loki è il dio degli inganni ed è un figlio adottivo, questo lascia intuire un pregiudizio intorno a tutti i figli adottivi. Il destino è definito dai propri genitori: ti appiccicano un patronimico in modo che tutta la Scandinavia sa di chi sei figlio e poi vieni condizionato dalla psicologia di papà e mamma, dal loro lavoro e dalle loro possibilità economiche.
Ma un figlio adottivo è in parte un estraneo, questo non dovrebbe generare un rigetto nell'organismo famiglia?
No, il punto qui è la differenza tra ciò che "è reale" e ciò che "è recitato".



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2 maggio 2011
sopra di noi le stelle
1

In tempi antichi gli dei scendevano dal loro mondo tra le stelle e si accoppiavano agli esseri umani. Si introduceva un principio di competizione.
La religione cristiana ha paura del sesso: Maria è incinta, Maria resta vergine.

2

Shiva
Se una "questione esistenziale" esiste allora non si pone, io credo, in termini di funzionalità (nihil est sine ratione cur potius sit quam non sit) ma di diritto. Ancora una questione di competizione.
A me è associato il principio di allontamento e quindi separare, dividere. Io vi porto verso la fine del mondo.





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29 aprile 2011
Royal Wedding
She keeps Moet et Chandon
In a pretty cabinet
'Let them eat cake' she says
Just like Marie Antoinette
A built-in remedy
For Khrushchev and Kennedy
At anytime an invitation
You can't decline


da Killer Queen dei Queen


E' tipico della plebe fare slittare ricchezza e potere sul piano della favola. Una volta si attribuivano a queste persone speciali, incantevoli e quindi incantate, addirittura poteri magici. No, qui mi sbaglio. In alcuni casi lo si fa ancora.



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cinema
29 aprile 2011
Thor
1

Il Thor della Marvel è una rielaborazione della mitologia nordica: riprende tutte le divinità e le fa interagire con un'America della modernità, per quanto una fittizia e popolata da supereroi. Questi personaggi sono condannati - così si dice in effetti nel fumetto - a riprendere il loro comportamento archetipico e così  faranno precipitare gli eventi verso l'inevitabile Ragnarok.
Thor è un principe fin troppo arrogante e questo preoccupa oltremodo il padre Odino che decide di esiliarlo sulla terra perché abbia modo di apprendere l'umiltà.

Thor è uno dei miei personaggi preferiti del fumetto americano: ho seguito con interesse il periodo di Stracynski su questo titolo, recuperato le raccolte delle celebrate storie anni ottanta di Walt Simonson, attualmente sto leggendo la serie regolare scritta da Matt Fraction ma devo dire che preferivo "Thor - The Mighty Avenger", fuori continuity e recentemente cancellato, di Langridge e Samnee dove il racconto era tutto incentrato sulla storia d'amore tra Thor e Jane Foster, qui era la curatrice di un museo, nei primissimi mesi dell'esilio sulla terra del principe di Asgard.
Il protagonista è in fondo un grande bambino: avventuriero, esploratore, vestito da vichingo vola per aria e certamente buono, onesto e piuttosto ingenuo. Tanto che viene sempre ingannato da Loki che è il fratello più furbo a cui comunque vuole ancora bene (pure se quello occasionalmente cerca di distruggere il mondo).

Negli anni questo personaggio Marvel ha avuto alcuni problemi di definizione: creato da Jack Kirby e Stan Lee negli anni sessanta, aveva sulla terra l'identità segreta di un chirurgo zoppo chiamato Daniel Blake ed era innamorato di un'infermiera di nome Jane Foster. Il punto è che la caratterizzazione di Daniel Blake e quella di Jane Foster erano piuttosto nebulosa e negli anni ottanta Walt Simonson decide di cambiare completamente le carte in tavola.
Jane Foster è allontanata dalla scena: ha sposato un altro uomo e per lungo tempo viene dimenticata; l'identità di Donald Blake viene completamente cancellata da Odino che ritiene che suo figlio non ne abbia più bisogno. Simonson fa affrontare al suo protagonista curiosi problemi esistenziali: trova un doppione in un cavallo spaziale antropomorfo di nome Beta Bill Ray che solleva il Mjolnir, che è l'arma che definisce Thor, e poi questi gli frega pure la ragazza (Sif); diventa una rana per colpa di un incantesimo di Loki e in questa forma, come una parodia di se stesso, deve recuperare la sua vera forma; infine affronta Hela la dea degli inferi e nello scontro rimane sfigurato e maledetto, così che le sue ossa diventano fragili, allora si fa crescere la barba e dovrà indossare un'armatura.
Si presenta così per lo scontro finale con il serpente Jormungand, che chiude la gestione Simonson, in modo completamente diverso rispetto a com'era solo pochi anni prima.
Tralasciando completamente il Thor di Dan Jurgens all'inizio del secolo, di cui ho letto davvero pochissimo, volevo spendere alcune parole sulla gestione di Stracynski che ha di fatto risollevato il personaggio da un periodo di oblio nella seconda metà dell'ultimo decennio. Stracynski decide che è importante restituire a Thor una dimensione umana: ritorna Donald Blake, non come un'identità segreta, ma come una seconda persona con cui il principe asgardiano deve condividere lo stesso corpo; ritorna Jane Foster come interesse romantico forse di Thor o forse di Donald Blake; Asgard si viene a trovare a Broxton in Oklahoma.
Quando Stracynski litiga con la Marvel perché non condivide l'idea di coinvolgere Thor in un grande cross-over (Siege, una schifezza), lascia questa casa editrice per passare a DC Comics dove scriverà per Superman alcune storie estremamente deludenti (Grounded, una schifezza).
Attualmente dopo un interludio di Kieron Gillen, un autore che a me non piace, il personaggio viene scritto da Matt Fraction nella serie regolare ed è al centro di un finora interessante cross-over (Fear Itself, che allude curiosamente alla crisi economica già nel titolo che riprende F.D.Roosevelt, dove è molto importante Capitan America e ci sono i nazisti).

E ora parliamo del film.
La Marvel sta cercando negli ultimi anni di gestire un intero universo cinematografico in modo analogo a come fa per i fumetti, sviluppando diverse franchise contemporaneamente e creando una continuity che le correla. Così questo Thor del 2011 è al tempo stesso il primo capitolo di un eventuale serie di film dedicati al Dio del tuono e un film che prepara all'attesa uscita dei Vendicatori nel 2012, in cui tutta una serie di eroi, protagonisti e comprimari di diverse pellicole, si ritroveranno tutti insieme per sconfiggere il male.
E Thor mi è piaciuto, per quanto non sia nulla di straordinario: non mi ha sorpreso e alla fine ho trovato al cinema quello che mi aspettavo. Va bene così.
Loki è come sempre il mio personaggio preferito. Lo trovo piuttosto interessante: a) ha un complesso di inferiorità nei confronti del fratello, b) soffre perché non si sente amato da suo padre, c) è rovinato dalla sua stessa intelligenza e finisce sempre per elaborare piani complicati che impiegano un tempo piuttosto lungo per essere spiegati. Questa volta quando Odino precipita nel suo sonno cerca di distruggere il mondo dei Giganti di ghiaccio, i nemici tradizionali di Asgard, così da sterminare tutta la loro razza. Nella sua visione demente pensa così di fare cosa gradita al suo genitore e al suo paese, che poi anche lui in realtà è un Gigante di ghiaccio ed è stato adottato ma questo è solo accidentale. Povera stella!

2

Si, sono decisamente un nerd.



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28 aprile 2011
il cigno nero (III)
finale
Ritorno al film da cui ero partito per chiudere questa serie di post dedicati al "Cigno nero".
Inseguiamo una parte di étoile sulla scena per un'importante rappresentazione in un grande teatro. Se non otteniamo questo ruolo siamo diminuiti e ridotti ai margini del racconto e dell'attenzione, inevitabilmente soffriamo perché siamo animali legati a criteri di dominanza e quindi troviamo affascinante il potere.
Falliamo? Ci sentiamo sostituiti, è questo l'incubo del personaggio di Natalie Portman ed è qui che volevo andare a parare quando scrivevo di "Quel che resta del giorno".
La ragazza vuole dominare tutte le aspettative che si sono create intorno alla propria persona, da parte della propria madre e del proprio direttore artistico che è un amante ipotetico o un pigmalione.
Si sente minacciata e si dedica a un estenuante lavoro fisico e, a un certo punto, di introspezione psicologica dove introietta il negativo (e qui non riesco a trovare un altro modo di esprimermi). Costruisce una seconda persona in modo da essere sostituita eventualmente solo da se stessa nel tentativo di esercizzare quell'ombra che minacciava di strapparle la propria identità.
Ma l'altra persona è un tumore e chiede spazio, prende forza, si contende il palcoscenico e a un certo punto è impossibile capire chi è quella reale. E' il mito de "Il lago dei cigni" che viene esemplificato: la lacerante duplicità può essere risolta solo con il sacrificio.
Nella riduzione artistica cerchiamo di ricomporre il contrasto tra tutte le varie porzione in cui il nostro io è scisso, in senso inverso potremmo sostenere che ogni tentativo di riconciliazione ha una valenza artistica nel senso di autorappresentazione? Qualcosa del tipo: "Natalie Portman" è psicotica, "Natalie Portman" è un artista?

No. Manca consapevolezza e autocontrollo.
La piena coincidenza dell'attrice sulla scena con il proprio personaggio propone infine un paradosso: il cigno bianco/il cigno nero muore nel mito una volta per tutte mentre lo spettacolo teatrale idealmente deve essere possibile ripeterlo un numero di volte infinito. Così la protagonista del film non riuscendo a separarsi da questa storia arriva addirittura a morire sul palcoscenico.



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musica
26 aprile 2011
Bohemian Rapsody [Queen]

passione, morte e risurrezione di Freddie Mercury





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cinema
26 aprile 2011
Quel che resta del giorno (1993)
Il film di cui volevo parlare si intitola "Quel che resta del giorno", del 1993 tratto dal romanzo di Kazuo Ishiguro per la regia di James Ivory. Splendide le interpretazioni dei due protagonisti, Anthony Hopkins ed Emma Thompson che "sono" rispettivamente un maggiordomo e una governante, Mr. Stevens e Miss Kenton.
Il film è certamente tragico e racconta la storia di queste due persone prigioniere della loro stessa vita di servizio, lui in particolare, incapaci di uscire da un registro professionale e quindi di esprimersi liberamente. Esseri umani, non utensili o parte dell'arredamento di un ricco signore in un grande castello! Il maggiordomo e la governante sono costretti a ripercorrere sempre gli stessi corridoi, in giornate tutte uguali che si ripetono automatiche una dopo l'altra: questo a causa della troppa paura che lascia che loro siano prigionieri di questa loro ruolo.
Quale parte del giorno è rimasta, che non sia stata ceduta al nobile padrone? Che era collaborazionista con i nazisti tra l'altro, il padrone.
Cosa resta dello spirito di un uomo che vive per servire e si ritiene inferiore al signore a cui obbedisce?
Perché Mr. Stevens è il ritratto stesso della umiltà e il suo programma non contempla una qualche critica al comportamento di chi serve.
Ecco la sua sventura è essere il protagonista della sua stessa vita quando in realtà vuole esistere in quanto comparsa, a Lord Darlington (James Fox) cedeva questa sua vita. Così non poteva dichiarare il suo amore per Miss Kenton e forse neppure rivelarlo a se stesso. Noi osserviamo i loro scambi, capiamo che c'è un interessamento affettivo da parte di lei nei confronti di lui e viceversa ma tutto rimarrà soffocato, nel linguaggio maschera che tutto associa alla loro vita professionale.
Lei a un certo punto cede e lascia la casa, trova un uomo, si sposa; lui resta solo, sente la sua mancanza e alla fine la rivuole indietro. "Perché era una straordinaria governante", così se ne esce.
Il film racconta anche la fine dell'idea stessa di aristocrazia, che poi era tenuta in piedi dall'ossequio di tutti i Mr. Stevens, e con questa il tramonto dell'Impero Britannico che nel mondo viene sostituito dagli Stati Uniti d'America, assai più informali è il caso di dirlo, e in effetti il nuovo padrone del castello è un americano (Christopher Reeve).
Ah, io mi sento molto come Mr. Stevens! Ho passato tanti fine settimana lavorando come cameriere in un pub/birreria, acefalo io e tutto quel posto, sentendomi lì dentro assolutamente bruciato



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24 aprile 2011
"un ammonimento"
In merito alla questione "i terremoti sono un castigo divino" il portavoce vaticano padre Raniero Cantalamessa ha voluto dissipare ogni dubbio.
Non sono un castigo divino ma devono essere presi come un ammonimento. Le parole esatte: "Sono però un ammonimento: in questo caso, l'ammonimento a non illuderci che basteranno la scienza e la tecnica a salvarci. Se non sapremo imporci dei limiti, possono diventare proprio esse, lo stiamo vedendo, la minaccia più grave di tutte"
Perché c'è un abuso di scienza e tecnica. Come un mafioso che ti taglia le ruote della macchina.



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22 aprile 2011
il cigno nero (II)

Il cigno innamorato di un pedalò è tornato a nuotare nel lago Aasee, in Germania, con il suo amore di plastica dopo aver trascorso l'inverno in uno zoo.

cigno_pedalò.jpg

 

I cigni sono monogami e restano con i propri compagni per tutta la vita.

Ma Petra, un raro cigno nero australiano, ha scelto come partner un pedalò da collo lungo.


E quando il suo amore non ha mostrato la benché minima intenzione di spiegare le ali e volare verso Sud, anche lei è rimasta rischiando di morire di freddo durante l'inverno.

 

cigno_pedalò2.jpg

I gestori dello zoo locale si sono inteneriti e hanno offerto a Petra e al suo amore di plastica un posto in cui trascorrere l'inverno.


Ma questa settimana la coppia è tornata a nuotare nel lago.

Alcuni biologi di Muenster, una città della Germania occidentale, hanno dichiarato che Petra ha il tipico comportamento di un cigno innamorato: gira instancabilmente attorno al suo amato, non gli stacca mai gli occhi di dosso e canta dolcemente per lui.


Nel frattempo, diverse famiglie noleggiano il pedalò per fare una passeggiata nel lago che è diventato famoso per l'amore impossibile di Petra e il cigno di plastica.

 

cigno_pedalò3.jpg

 Il direttore dello zoo, Joerg Adler, ha dichiarato: Questa sistuazione potrebbe andare avanti per sempre, fino alla morte di Petra che ha scelto il suo compagno di vita e non lo abbandonerà mai".

 Fonte: News24

Notizia, piuttosto vecchia in verità, presa da questo sito. Altrove un cigno bianco è innamorato di un trattore e un pinguino di nome Napoleone Bonaparte di uno stivale di gomma di marca Wellington bianco e nero.




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22 aprile 2011
eredita le stelle (III)
Sono stati fatti degli errori di progetto, io credo, e il mio sviluppo è stato assai disordinato. Tra una cosa e cento altre ancora e mille e nessuna viene approfondita e quasi tutto abbandonato, dimenticato, si sbriciola un pò alla volta come un cumulo di rovine.
Questo è il compromesso tra la mia incredibile pigrizia e un desiderio di grandezza a quanto sembra male supportato dalle mie ossa fragili.
Molti sospiri, rimpianti un poco di maniera, rivendicazioni che lasciano il tempo che trovano e poi proclami di vendetta. Sì, un poco retorici.
(Insomma raccolgo i soldatini che sono tornati distrutti dalla Campagna di Russia e mi preparo all'ultima guerra che mi è rimasta contro l'ultima delle coalizioni europee.
Ah, Napoleone? Scontato.
in other news: two-headed calf born on farm
)



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21 aprile 2011
eredita le stelle (II)
In questi ultimi anni ho imparato l'umiltà. Che cosa terribile e disgustosa! Ora tutte le percezioni sono modeste, mi sento troppo confinato nei limiti del mio corpo e della mia mente, esagerati dalla cosidetta "umiltà", la maledetta "umilità", la fastidiosa "umiltà".
E certe mie ossessioni, più o meno malsane, mi mantenevano in vita: ora che si sono allentate non soffro quasi per niente perché ne avrei scarsa ragione, ma quando penso a me stesso mi annoio. "Allora io non sono questo ma quello di prima, sempre quello di prima, signore e signori".



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16 aprile 2011
eredita le stelle




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