.
Annunci online

24 ottobre 2012
La pace
Non si può parlare di pace se prima non c'è stata una guerra. Ricorda il sangue sulla spada. La pace ha una valenza sociale e viene dichiarata, in genere, dai vincitori.



permalink | inviato da notturnoumano il 24/10/2012 alle 0:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
23 ottobre 2012
Le bizzare avventure di Jojo [Hirohiko Araki]
Roundabout [Yes]




permalink | inviato da notturnoumano il 23/10/2012 alle 1:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
21 ottobre 2012
Guglielmo II di Germania
Soggetto

Tragedia sulla disabilità. Guglielmo è il terzo e ultimo kaiser dell'Impero Tedesco.
Figlio di Federico III e Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha, nasce difettato. Il parto è molto complicato, i medici (inglesi) esercitano con il forcipe troppa pressione sul suo braccio sinistro e così glielo rovinano per sempre. Rimane atrofizzato e praticamente inutilizzabile.
Durante l'infanzia si sottopone a cure inutili e molto dolorose; si sente non voluto dalla madre (inglese) proprio a causa del suo handicap fisico e ignorato dal padre (bello, forte, potente).
Cresce come un reazionario: si rifugia nel passato e in una sua idea della gloria militare prussiana - poi tutti diranno che voleva compensare - anche come rifiuto alle idee liberali (e di influenza inglese) dei due genitori.
Quando diventa l'imperatore si presenta molto spesso in uniforme come ad evocare l'immagine di Federico il Grande, appare sempre in preda di un grande nervosismo e voglia di fare. Lascia dichiarazioni in continuazione, licenzia cancellieri uno dopo l'altro, porta avanti una politica estera estremamente arrischiata e confusa.

La sua immaturità personale è in un certo senso quella della stessa Germania, uno stato troppo giovane che non ha trovato una sua dimensione e un modo di impiegare la propria forza (si ribella a un mondo già fatto - dai genitori - dove tutte le colonie sono già state prese).
La Prima Guerra Mondiale è anche una sua tragedia familiare perché egli è imparentato con gran parte della nobiltà europea, dal Re d'Inghilterra allo Zar di Russia.
Un secondo elemento di tragedia: la guerra non era inevitabile e il mondo poteva - forse - svilupparsi in un modo diverso e migliore se non si fossero determinate una serie terribile di coincidenze (morte troppo veloce di Federico III, sopravvivenza troppo lunga di Francesco Giuseppe, attentato dell'arciduca Francesco Ferdinando). L'assolutismo scarica sulla storia quelle che sono le malattie dei regnanti.
La tragedia si svolge nel corso della Crisi di Luglio, ovvero quel breve periodo in cui si accavallano tutte le comunicazioni tra le cancellerie europee e si cerca di evitare o provocare la guerra in Europa. Guglielmo vuole e non vuole la guerra. Il fatto di non avere di fronte i suoi interlocutori, che sono fisicamente lontani, accresce le sue paranoie.



permalink | inviato da notturnoumano il 21/10/2012 alle 0:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
letteratura
17 ottobre 2012
Pinocchio
Pinocchio affronta il tema della paternità e quello del falso. Un uomo da solo non
può concepire e per quanto possa desiderare un figlio ha bisogno di una donna. Per
risolvere questo problema entra in scena la Fata dai Capelli Turchinia: un femminile
idealizzato, magico, lontano e senza contatto.
Quindi si anima il burattino: Geppetto è un padre all'improvviso e Pinocchio è un figlio.
Ma le premesse sono quelle di una falsificazione.
Pinocchio non è un "bambino vero" e di conseguenza non lo sono le sue relazioni con il
mondo. Il rapporto con il padre è un artefazione; al di là dell'imprinting e un innegabile
rapporto affettivo cosa c'è davvero tra un genitore e un figlio?
Sono ruoli che si imparano con il tempo, come una parte continuamente provata per un
qualche spettacolo teatrale. Si deve superare una fase di rifiuto, forse nel caso di
Pinocchio sarebbe il caso di dire "rigetto".
E'curioso che sia proprio un corpo vero ciò che manca al protagonista di questa favola
perché proprio dal "corpo" parrebbe spinto: non vuole ragionare, studiare, impegnarsi e
si interessa solo alla ricerca del piacere. Così viene ingannato in continuazione, da
falsificatori ogni volta (perché la cultura dovrebbe essere una riappropiazione del
senso del vero e della propria identità). In questo senso, ingannato da tutti i gatti e
le volpi possibili, il nostro Pinocchio è davvero un burattino. E un asino.
Quando se ne rende conto è pieno di orrore. C'è Geppetto che l'ha cercato per tutto questo
tempo, alla fine si trova nella pancia del mostro marino.
C'è speranza ancora. Resta del tempo.



permalink | inviato da notturnoumano il 17/10/2012 alle 23:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
15 ottobre 2012
La Compagnia Mineraria Coloniale
1

La Compagnia controlla l'intero stato. Controlla la miniera soprattutto.
Non a caso è una compagnia mineraria.

2

La direzione della Compagnia Mineraria Coloniale si lamenta del dittatore attuale.
Un incapace: non sa padroneggiare la prestidigitazione che riduce la vita all'antivita.
E gli uomini in marionette.
Si agitano per le strade e dicono di essere stufi di lui, dei suoi vestiti foderati di leopardo
e della sua retorica anticoloniale (lui che lavora per noi).
Dicono di volere la libertà perché credono di non essere liberi.

3

Tu non conosci le potenza delle spinte psicodinamiche che muovono il tuo corpo.
Non le controlli.
Ora sono anestetizzate in modelli conformi, come vestiti su misura, realizzati da un sarto.
In una scena quotidiano ognuno recita se stesso: quando si convince di essersi trovato va
in automatico. Si ripete. Come ritrovarsi nel proprio letto senza capire come ci si è
arrivati. Dimenticare. Dormire.

3

E' terribile pensare di essere banali, ci dice il dittatore quando ci riceve.
Cos'altro devo fare per farti capire di essere un personaggio da operetta? Sparare poveri bambini
africani uno dopo l'altro? L'ho fatto. Non so davvero come continuare.

La Compagnia ritiene che il dittatore stia attraversando una profonda fase depressiva.
Vuole essere rimosso dall'incarico.

4

Mi sembra tutto abbastanza evidente.
Diamanti nel cuore della terra. Viviamo per quelli. Piccoli e rari.
Ci servono uomini per estrarli, dobbiamo controllare un'intero paese.
In effetti possiamo considerare l'estrazione del diamante un processo di straordinario controllo,
di consumo totale e devastante.
Per un oggetto bello.



permalink | inviato da notturnoumano il 15/10/2012 alle 3:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
letteratura
7 ottobre 2011
Frankenstein è...
La storia della scomposizione dell'uomo nelle sue parti, analizzando analizzando, tagliando e ricucendo, uccidendo e rimettendo insieme cose morte.
L'aggregato, fondamentalmente inumano, ricorda malinconicamente ciò che è stato e rimprovera la scienza stessa, ovvero il dottore.
La creatura distrugge tutte le relazioni umane che Victor Von Frankenstein si era costruito demolendo in questo modo ogni idea di futuro che la sua vittima poteva nutrire in cuor suo. La morte psichica, questa era l'idea. Affoga ogni cosa nel freddo terribile, bianco e senza forme, al di là del circolo polare artico.



permalink | inviato da notturnoumano il 7/10/2011 alle 21:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 agosto 2011
Flex Mentallo: Man of Muscle Mystery




permalink | inviato da notturnoumano il 26/8/2011 alle 15:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
16 agosto 2011
la libertà e la sua percezione
1

Il matrimonio è una stupida cosa, burocratica cosa e questo va bene ma sacra io non credo. Proprio no. Perché noi siamo in competizione per l'amore di tutti, scelti o rifiutati, confrontati con tutti i pretendeti di questo mondo. Un tempo sposarsi con qualcuno significava rivendicarne la proprietà ma un simile approccio non ha più senso: la fedeltà non è altro che una concessione.

2

Che senso ha chiamare la nuova tassa "contributo di solidarietà"? Non è una concessione, è obbligatoria.
Che senso ha mostrarsi solidali a prescindere dal sentirsi in effetti solidali?
Io credo che questa denominazione derivi da un certo fastidio con cui questo governo percepisce lo stato o la collettività: "le tasse non sono un dovere ma la libera concessione di un essere superiore".



permalink | inviato da notturnoumano il 16/8/2011 alle 4:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
8 agosto 2011
l'orco (3 di 3)
Gigantesco castello dove tutte le distinzioni si sfarinano, compare quindi la mia immensa figura: terribile nemesi di tutta l'umanità bambina. Se parlo urlo perché questo so fare.
CHI E' QUELLO? Il gatto con gli stivali. COSA CHIEDE? "Dimostra di essere ogni cosa e nessuna, divenendo qualcosa e poi qualcosa d'altro ancora. Tu che sei infinito devi definirti per essere compreso"

Ma ogni struttura che davvero esiste seve fare i conti con un'intrinseca fragilità che la rende possibile. E con la ridicolaggine della propria unicità.
(Si, lo so, in futuro tutti noi saremo il figlio del mugnaio e il marchese di Carabas)

Quando mi trasformo in topo il gatto con gli stivali fa un balzo, mi afferra e in un attimo mi divora.



permalink | inviato da notturnoumano il 8/8/2011 alle 0:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
6 agosto 2011
il figlio del mugnaio (2 di 3)
"Il figlio del mugnaio diventò dunque il marito della Principessa, ma, siccome era un giovane onesto e sincero, non volle continuare ad ingannare la moglie ed il Re.
Raccontò come erano andate veramente le cose, spiegò per filo e per segno quello che aveva architettato il gatto, dalla prima fortunata caccia nel bosco al colpo maestro dell'uccisione dell'Orco e alla conquista del castello"


O Perrault, che cazzo hai scritto?
Tutto nella vita è dissimulazione e il senso di colpa che a questa si associa non può davvero essere estinto.
E'la morale stessa della storia che hai raccontato. Dove molte bugie vengono dette, soprattutto dal gatto con gli stivali, ma la pù grave è quella non detta. Intendo l'ordine sociale, che poi degrada in apparenza senza merito.
In futuro tutti noi saremo il figlio del mugnaio e il marchese di Carabas ma nell'attesa io scelgo il secondo piuttosto che il primo.




permalink | inviato da notturnoumano il 6/8/2011 alle 18:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
6 agosto 2011
il gatto con gli stivali (1 di 3)
Ho sempre desiderato prendere il potere nutrendo le fantasie di un re sognatore. Il primogenito ha ottenuto il mulino in eredità quando è morto il padre e il secondogenito l'asino. Ma cos'è il mulino senza l'asino? e cosa l'asino senza il mulino? Il terzo ha ottenuto me: un gatto. Sguardo perplesso del ragazzo, ora non sa se ridere o piangere.
"Non preoccuparti", gli dico, "diventerai ricco se mi ascolterai. Per prima cosa mi serve un paio di stivali"
Questa è una mia trovata: dovrei insegnarla in un corso ipotetico di psicologia della vendita. Il tuo interlocutore si incuriosisce se per un qualche piccolo particolare il tuo abbigliamento si distingue: un cappello elegante, un fiore all'occhiello o degli stivali ai piedi di un gatto.



permalink | inviato da notturnoumano il 6/8/2011 alle 4:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
6 agosto 2011
il soldatino di stagno
1

Per ingannare la mente dovrei scrivere due righe?

2

In assenza della persona amata uno sciocco ripete per tante volte le mille parole che vorrebbe dirle, a mezza voce quando il flusso di coscienza gorgoglia al di sopra di una superficie e diventa suono nel mondo concreto. Sollievo momentaneo e fittizio, insoddisfacente per questo e quindi si ricomincia: nuovi pensieri ancora e poi di nuovo a voce la chiusa. Un movimento periodico come quello di un mare inquieto, difficile, e ostile, e odioso.



permalink | inviato da notturnoumano il 6/8/2011 alle 4:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
25 luglio 2011
For killing the past and coming back to life
(Norvegia, Strage di Utoya)
Fino a che punto ha senso provare disprezzo o risentimento nei confronti di qualcuno che nel relazionarsi con le sue vittime non aveva alcuna empatia?
Sconesso: viveva nel passato, ai tempi delle crociate ("era sicuramente meglio prima"), isolato per anni in 1500 pagine di demenza, e poi orrendi videogiochi che citava tra i suoi prefeti, cataloghi di armi, "valore", "onore", "purezza" - si, un idiota - e preparazioni meticolose per uno show di poche decine di minuti.
Ora è prigioniero e in un certo senso già lo era prima, dato che il mondo suo, e nostro se ce lo concede, lo ha ricondotto a uno schema concluso: tutti sono in modo ambiguo vivi morti, in una realtà esaurita dove si trovano soltanto figure retoriche, rumore o disturbo.
Volevi uscire dall'anonimato, non uomo? Avere un'identità, nessuno?



permalink | inviato da notturnoumano il 25/7/2011 alle 20:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
19 luglio 2011
ricominciando
rebooting it
La continuity pone dei problemi nell'accogliere nuovi lettori; inevitabile produzione di entropia e quindi di lavoro disponibile che è possibile estrarre dal sistema. Rifondare il partito nel 1994; il mito del superuomo l'ho costruito con tutta l'attenzione e la perizia di un esperto di marketing. Tutti me lo riconoscono.
Io ho paura delle parole fredde che accompagnano la fine dell'illusione, il senso di disagio e quel tono passivo-aggressivo che emerge a questo punto nella mia conversazione. Io sono un intruso. Il risentimento ora si impone sulla gabbia toracica e io mi chiedo se riuscirò a uscirne.



permalink | inviato da notturnoumano il 19/7/2011 alle 13:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
19 luglio 2011
riprendiamo? riprendiamo!
Riprendiamo? Riprendiamo!
La teoria di Richardson-Kolmogorov considera che tutti i fenomeni di turbolenza sono particolari alle grandi scale dove le perturbazioni imprevedibili delle condizioni di contorno creano situazioni casuali ma alle piccole scale sono tutte autosimili. E per nascondere - o forse chiarire - la degenerazione io "parlavo" di dei qualche mese fa! Di politeismo!

Mi rendo conto che finisco sempre per ripetere sempre gli stessi schemi: ma sempre più in piccolo, l'energia si trasmetteva a queste piccole scale, poi microscopiche scale e quindi dissipavasi per effetto della viscosità. A livello molecolare.

Big whorls have little whorls
That feed on their velocity,
And little whorls have lesser whorls
And so on to viscosity.


Si, tutto è diverso è particolare ma lo sta diventando sempre di meno. No, è autosimile. Maledetti Richardson e Kolmogorov! Se è tutto autosimile è difficile parlare, nevvero?

Riprendiamo? Riprendiamo!



permalink | inviato da notturnoumano il 19/7/2011 alle 1:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
17 maggio 2011
in termini di produttività
Approccio curioso e pieno di cinismo: "stai male ma questo, da un certo punto di vista, potrebbe essere un bene. Perché puoi scriverne, mettere in scena qualcosa di bello, di interessante, che è poi il risultato di un paradosso curioso. Una vena d'oro emerge da una terra nera"
Ma questo è stupido: ricompreso e sistematizzato in un sinistro ciclo di produzione che vuole normalizzare tutto, alimentare il dolore in funzione di una futura sistematizzazione della coscienza, tipo coltivazione dei batteri.
Ci sono degli snodi che non posso accettare, si è imposto tutto intorno un grande silenzio e questo a rigor di logica.



permalink | inviato da notturnoumano il 17/5/2011 alle 11:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
10 maggio 2011
Ricapitolando
Ricapitoliamo. Un mondo divino si impone su quello degli esseri umani, li schiaccia persino se non sono in grado di contrapporre una forza che li stabilizzi. Viviamo alimentati da una fonte di energia, che potremmo definire lo spirito: esso è in grado di generare la storia del mondo [1], che è il risultato dell'applicazione di quell'energia sottoforma di lavoro dovendo fare i conti con tutte le resistenze del caso.
Un danneggiamento del "dispositivo" equivale a una sorta di naufragio [2], sono le onde del tempo che ci trasportano e perdiamo il cosidetto libero arbitrio.
Mi riferivo ai Nuovi Dei di Jack Kirby: cosa vuole Darkseid per l'umanità? Non la morte ma l'antivita ossia una "vita prigioniera", nell'oppressione e nella rassegnazione, dequalificati gli uomini dalla perdita di ogni scelta. Un eroe di questa storia era Mister Miracle che è un artista della fuga e questo inteso in senso reale e figurato.
In teoria i Nuovi Dei doveva essere una miniserie con tanto di conclusione in anni in cui la DC o la Marvel sembravano proprio non concepire l'idea di una storia con una fine definitiva.
E quanto a Thor... Perché mi piace questo personaggio della Marvel? Innanzitutto perché è un prototipo di quei Nuovi Dei che Kirby finirà per creare anni dopo e poi perché è un'idea molto strana che si è prestata a storie assai curiose.

[1] pietra azzurra
[2] bizantini



permalink | inviato da notturnoumano il 10/5/2011 alle 23:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
9 maggio 2011
Luigi Berlusconi
1

In estate, sempre ad Agosto, si gioca un'importante amichevole intitolata a Luigi Berlusconi nella quale il Milan affronta la Juventus.
Ma in fondo chi è Luigi Berlusconi? E cosa ha fatto per il Milan oltre a portare Silvio bambino allo stadio e fargli conoscere la squadra?
Il figlio ha voluto sempre celebrare se stesso attraverso il padre, oppure, e forse al contempo, nobilitarsi  innalzando il genitore con un comportamento degno di un parvenu, e qui scuoto la testa sdegnato.
E' in ogni caso mancanza di modestia elevare questo lutto privato allo spettacolo del grande calcio e alla conseguente diretta televisiva nazionale.

2


"Guardi, ho ricordi a San Siro con mio papà sin da quando eravamo piccoli noi tre figli. Ogni domenica, come una sorta di rito, ci portava con lui. San Siro è il simbolo del Milan e dell'Inter, è luogo di vittorie, gioie, sentimenti. Io però, essendo da poco in questo mondo e avendo solo 26 anni penso che quello che vorrei vedere intitolato a mio padre sia uno stadio nuovo ed esclusivo del Milan. Ed è a questo che dobbiamo ambire"


(Silvio Berlusconi, dopo che il Milan ha vinto lo scudetto)



permalink | inviato da notturnoumano il 9/5/2011 alle 13:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
7 maggio 2011
disconoscersi
1

Ogni volta che ti incontro mi sembra di ricominciare da capo. Rimani sulle tue, io mi parlo addosso e odio quello che dico, voglio andare avanti e non ci riesco, così alla fine sarà tutto inutile e resteremo due estranei.

2

Dove ero rimasto?
Loki è il dio degli inganni ed è un figlio adottivo, questo lascia intuire un pregiudizio intorno a tutti i figli adottivi. Il destino è definito dai propri genitori: ti appiccicano un patronimico in modo che tutta la Scandinavia sa di chi sei figlio e poi vieni condizionato dalla psicologia di papà e mamma, dal loro lavoro e dalle loro possibilità economiche.
Ma un figlio adottivo è in parte un estraneo, questo non dovrebbe generare un rigetto nell'organismo famiglia?
No, il punto qui è la differenza tra ciò che "è reale" e ciò che "è recitato".



permalink | inviato da notturnoumano il 7/5/2011 alle 5:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
2 maggio 2011
sopra di noi le stelle
1

In tempi antichi gli dei scendevano dal loro mondo tra le stelle e si accoppiavano agli esseri umani. Si introduceva un principio di competizione.
La religione cristiana ha paura del sesso: Maria è incinta, Maria resta vergine.

2

Shiva
Se una "questione esistenziale" esiste allora non si pone, io credo, in termini di funzionalità (nihil est sine ratione cur potius sit quam non sit) ma di diritto. Ancora una questione di competizione.
A me è associato il principio di allontamento e quindi separare, dividere. Io vi porto verso la fine del mondo.





permalink | inviato da notturnoumano il 2/5/2011 alle 22:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
29 aprile 2011
Royal Wedding
She keeps Moet et Chandon
In a pretty cabinet
'Let them eat cake' she says
Just like Marie Antoinette
A built-in remedy
For Khrushchev and Kennedy
At anytime an invitation
You can't decline


da Killer Queen dei Queen


E' tipico della plebe fare slittare ricchezza e potere sul piano della favola. Una volta si attribuivano a queste persone speciali, incantevoli e quindi incantate, addirittura poteri magici. No, qui mi sbaglio. In alcuni casi lo si fa ancora.



permalink | inviato da notturnoumano il 29/4/2011 alle 18:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
28 aprile 2011
il cigno nero (III)
finale
Ritorno al film da cui ero partito per chiudere questa serie di post dedicati al "Cigno nero".
Inseguiamo una parte di étoile sulla scena per un'importante rappresentazione in un grande teatro. Se non otteniamo questo ruolo siamo diminuiti e ridotti ai margini del racconto e dell'attenzione, inevitabilmente soffriamo perché siamo animali legati a criteri di dominanza e quindi troviamo affascinante il potere.
Falliamo? Ci sentiamo sostituiti, è questo l'incubo del personaggio di Natalie Portman ed è qui che volevo andare a parare quando scrivevo di "Quel che resta del giorno".
La ragazza vuole dominare tutte le aspettative che si sono create intorno alla propria persona, da parte della propria madre e del proprio direttore artistico che è un amante ipotetico o un pigmalione.
Si sente minacciata e si dedica a un estenuante lavoro fisico e, a un certo punto, di introspezione psicologica dove introietta il negativo (e qui non riesco a trovare un altro modo di esprimermi). Costruisce una seconda persona in modo da essere sostituita eventualmente solo da se stessa nel tentativo di esercizzare quell'ombra che minacciava di strapparle la propria identità.
Ma l'altra persona è un tumore e chiede spazio, prende forza, si contende il palcoscenico e a un certo punto è impossibile capire chi è quella reale. E' il mito de "Il lago dei cigni" che viene esemplificato: la lacerante duplicità può essere risolta solo con il sacrificio.
Nella riduzione artistica cerchiamo di ricomporre il contrasto tra tutte le varie porzione in cui il nostro io è scisso, in senso inverso potremmo sostenere che ogni tentativo di riconciliazione ha una valenza artistica nel senso di autorappresentazione? Qualcosa del tipo: "Natalie Portman" è psicotica, "Natalie Portman" è un artista?

No. Manca consapevolezza e autocontrollo.
La piena coincidenza dell'attrice sulla scena con il proprio personaggio propone infine un paradosso: il cigno bianco/il cigno nero muore nel mito una volta per tutte mentre lo spettacolo teatrale idealmente deve essere possibile ripeterlo un numero di volte infinito. Così la protagonista del film non riuscendo a separarsi da questa storia arriva addirittura a morire sul palcoscenico.



permalink | inviato da notturnoumano il 28/4/2011 alle 10:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
26 aprile 2011
Bohemian Rapsody [Queen]

passione, morte e risurrezione di Freddie Mercury





permalink | inviato da notturnoumano il 26/4/2011 alle 3:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
cinema
26 aprile 2011
Quel che resta del giorno (1993)
Il film di cui volevo parlare si intitola "Quel che resta del giorno", del 1993 tratto dal romanzo di Kazuo Ishiguro per la regia di James Ivory. Splendide le interpretazioni dei due protagonisti, Anthony Hopkins ed Emma Thompson che "sono" rispettivamente un maggiordomo e una governante, Mr. Stevens e Miss Kenton.
Il film è certamente tragico e racconta la storia di queste due persone prigioniere della loro stessa vita di servizio, lui in particolare, incapaci di uscire da un registro professionale e quindi di esprimersi liberamente. Esseri umani, non utensili o parte dell'arredamento di un ricco signore in un grande castello! Il maggiordomo e la governante sono costretti a ripercorrere sempre gli stessi corridoi, in giornate tutte uguali che si ripetono automatiche una dopo l'altra: questo a causa della troppa paura che lascia che loro siano prigionieri di questa loro ruolo.
Quale parte del giorno è rimasta, che non sia stata ceduta al nobile padrone? Che era collaborazionista con i nazisti tra l'altro, il padrone.
Cosa resta dello spirito di un uomo che vive per servire e si ritiene inferiore al signore a cui obbedisce?
Perché Mr. Stevens è il ritratto stesso della umiltà e il suo programma non contempla una qualche critica al comportamento di chi serve.
Ecco la sua sventura è essere il protagonista della sua stessa vita quando in realtà vuole esistere in quanto comparsa, a Lord Darlington (James Fox) cedeva questa sua vita. Così non poteva dichiarare il suo amore per Miss Kenton e forse neppure rivelarlo a se stesso. Noi osserviamo i loro scambi, capiamo che c'è un interessamento affettivo da parte di lei nei confronti di lui e viceversa ma tutto rimarrà soffocato, nel linguaggio maschera che tutto associa alla loro vita professionale.
Lei a un certo punto cede e lascia la casa, trova un uomo, si sposa; lui resta solo, sente la sua mancanza e alla fine la rivuole indietro. "Perché era una straordinaria governante", così se ne esce.
Il film racconta anche la fine dell'idea stessa di aristocrazia, che poi era tenuta in piedi dall'ossequio di tutti i Mr. Stevens, e con questa il tramonto dell'Impero Britannico che nel mondo viene sostituito dagli Stati Uniti d'America, assai più informali è il caso di dirlo, e in effetti il nuovo padrone del castello è un americano (Christopher Reeve).
Ah, io mi sento molto come Mr. Stevens! Ho passato tanti fine settimana lavorando come cameriere in un pub/birreria, acefalo io e tutto quel posto, sentendomi lì dentro assolutamente bruciato



permalink | inviato da notturnoumano il 26/4/2011 alle 3:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
24 aprile 2011
"un ammonimento"
In merito alla questione "i terremoti sono un castigo divino" il portavoce vaticano padre Raniero Cantalamessa ha voluto dissipare ogni dubbio.
Non sono un castigo divino ma devono essere presi come un ammonimento. Le parole esatte: "Sono però un ammonimento: in questo caso, l'ammonimento a non illuderci che basteranno la scienza e la tecnica a salvarci. Se non sapremo imporci dei limiti, possono diventare proprio esse, lo stiamo vedendo, la minaccia più grave di tutte"
Perché c'è un abuso di scienza e tecnica. Come un mafioso che ti taglia le ruote della macchina.



permalink | inviato da notturnoumano il 24/4/2011 alle 13:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
22 aprile 2011
il cigno nero (II)

Il cigno innamorato di un pedalò è tornato a nuotare nel lago Aasee, in Germania, con il suo amore di plastica dopo aver trascorso l'inverno in uno zoo.

cigno_pedalò.jpg

 

I cigni sono monogami e restano con i propri compagni per tutta la vita.

Ma Petra, un raro cigno nero australiano, ha scelto come partner un pedalò da collo lungo.


E quando il suo amore non ha mostrato la benché minima intenzione di spiegare le ali e volare verso Sud, anche lei è rimasta rischiando di morire di freddo durante l'inverno.

 

cigno_pedalò2.jpg

I gestori dello zoo locale si sono inteneriti e hanno offerto a Petra e al suo amore di plastica un posto in cui trascorrere l'inverno.


Ma questa settimana la coppia è tornata a nuotare nel lago.

Alcuni biologi di Muenster, una città della Germania occidentale, hanno dichiarato che Petra ha il tipico comportamento di un cigno innamorato: gira instancabilmente attorno al suo amato, non gli stacca mai gli occhi di dosso e canta dolcemente per lui.


Nel frattempo, diverse famiglie noleggiano il pedalò per fare una passeggiata nel lago che è diventato famoso per l'amore impossibile di Petra e il cigno di plastica.

 

cigno_pedalò3.jpg

 Il direttore dello zoo, Joerg Adler, ha dichiarato: Questa sistuazione potrebbe andare avanti per sempre, fino alla morte di Petra che ha scelto il suo compagno di vita e non lo abbandonerà mai".

 Fonte: News24

Notizia, piuttosto vecchia in verità, presa da questo sito. Altrove un cigno bianco è innamorato di un trattore e un pinguino di nome Napoleone Bonaparte di uno stivale di gomma di marca Wellington bianco e nero.




permalink | inviato da notturnoumano il 22/4/2011 alle 16:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
22 aprile 2011
eredita le stelle (III)
Sono stati fatti degli errori di progetto, io credo, e il mio sviluppo è stato assai disordinato. Tra una cosa e cento altre ancora e mille e nessuna viene approfondita e quasi tutto abbandonato, dimenticato, si sbriciola un pò alla volta come un cumulo di rovine.
Questo è il compromesso tra la mia incredibile pigrizia e un desiderio di grandezza a quanto sembra male supportato dalle mie ossa fragili.
Molti sospiri, rimpianti un poco di maniera, rivendicazioni che lasciano il tempo che trovano e poi proclami di vendetta. Sì, un poco retorici.
(Insomma raccolgo i soldatini che sono tornati distrutti dalla Campagna di Russia e mi preparo all'ultima guerra che mi è rimasta contro l'ultima delle coalizioni europee.
Ah, Napoleone? Scontato.
in other news: two-headed calf born on farm
)



permalink | inviato da notturnoumano il 22/4/2011 alle 12:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
21 aprile 2011
eredita le stelle (II)
In questi ultimi anni ho imparato l'umiltà. Che cosa terribile e disgustosa! Ora tutte le percezioni sono modeste, mi sento troppo confinato nei limiti del mio corpo e della mia mente, esagerati dalla cosidetta "umiltà", la maledetta "umilità", la fastidiosa "umiltà".
E certe mie ossessioni, più o meno malsane, mi mantenevano in vita: ora che si sono allentate non soffro quasi per niente perché ne avrei scarsa ragione, ma quando penso a me stesso mi annoio. "Allora io non sono questo ma quello di prima, sempre quello di prima, signore e signori".



permalink | inviato da notturnoumano il 21/4/2011 alle 9:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
16 aprile 2011
eredita le stelle




permalink | inviato da notturnoumano il 16/4/2011 alle 1:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
cinema
15 aprile 2011
10 film che odio
L'ANNO SCORSO A MARIENBAD
Avevo visto Hiroshima Mon Amour e l'avevo apprezzato, quindi mi era venuta voglia di guardare qualcosa d'altro di Alain Resnais. Ricordo poco di questo film, tranne il fatto che l'ho detestato. Giorgio Albertazzi sta perseguendo una donna sposata e vuole convincerla che si sono già conosciuti e amati l'anno prima a Marienbad.
Come Hiroshima la percezione annichilente di un amore assoluto ma lontano (o che si allontana nella coscienza) e che si impone sul presente delle persone stravolgendolo. Complicato, ripetitivo e noioso. Ma questo ovviamente è solo il mio parere.

NOVECENTO
perché Bertolucci quasi sempre mi infastidisce. Uomini contro mobili, ideologia ideologia. Pure troppo lungo.

LO STRANO CASO DI BENJAMIN BUTTON

Questo è terribile. E dire che lo attendevo (Fitzegerald) ma è Forrest Gump all'incontrario con un protagonista che sembra congelato, una storia d'amore brutta e inquietante, incredibilmente noioso.

IL MILIONARIO
I film che vincono gli Oscar sono tante volte dei pessimi film e questo non fa eccezione. Il gioco si capisce nei primissimi minuti o nel trailer. Non sono riuscito a trovare il minimo investimento emotivo nella vita dei due protagonisti in questo racconto che vuole essere strappalacrime.

LAGAAN

Ancora a proposito di India.
Io volevo provare un film di Bollywood e ho fatto un solo tentativo. Mi sono basato sulle recensioni che ho trovato online e una del Guardian in particolar modo era entusiasta. Sembrava divertente: l'India al tempo del colonialismo inglese, una partita a cricker, canzoni e balli!
E'stato un disastro. Lagaan è ridicolmente brutto e io guardandolo non sono nemmeno riuscito a capire le regole del cricket (no, non ho voglia di guardare su Wikipedia).
Troppo lungo per quella che è la storia e dopo oltre due ore ho visto la terza a salti scoprendo la storia superprevedibile come mi aspettavo.
Mai più cinema indiano. Anzi no, voglio guardare l'adattamento di "Orgoglio e pregiudizio" con Aishwarja Rai, che certo sarà insulso -ne sono assolutamente sicuro - ma il romanzo di Jane Austen mi era piaciuto e sono curioso.

DEPARTED
Remake di un film di Honk Kong che non ho visto. Tema del doppio. Gioco al massacro di tutti i personaggi che si agitano in una trama troppo convoluta. La questione del falso padre Scorsese l'aveva sviluppata meglio in Gangs of New York.

NO COUNTRY FOR OLD MEN

"Perché questo film sarebbe bello?"
"Perché il buono muore alla fine e questo simboleggia il fatto che il mondo/narrativa attuale non crede nelle favole ma si confronta con una realtà aspra e crudele"
"Ah"
Io non capisco gli elogi a Javier Bardem che ha interpretato in questo film un personaggio vuoto e inespressivo. Noioso inseguimento del denaro, pochissime parole, nessuna idea. Si, tranne la "la realtà dura e crudele" di cui uno stanco Tommy Lee Jones prende mestamente nota.

LA TRILOGIA DEL SIGNORE DEGLI ANELLI

Dove iniziare?
I tre film si confondono nella mia testa, perché sono praticamente tutti uguali, in un lungo e ripetitivo viaggio seguendo Frodo. Un personaggio che è il protagonista per via della sua mediocrità (per questo non può essere sedotto dall'anello, perché non ha particolari ambizioni come tutti gli hobbit). Tra l'altro Frodo è praticamente indistinguibile dagli altri tre hobbit.
Poi le lunghissime battaglie mi hanno distrutto e mi hanno spinto a chiedermi, durante "Il ritorno del re", come è perché sono stato così scemo da vederli tutti e tre quando già il primo non mi era piaciuto per niente.

AVATAR

Come Titanic dopo averlo visto una prima volta al cinema si è rivelato inguardabile una seconda volta in televisione. Ricorda Aliens (ultramilitarismo e Sigourney Weaver) e un pò Titanic (storia d'amore tra due persone che provengono da due mondi diversi mentre si avvicina inevitabile la catastrofe). Buoni e cattivi, balla coi lupi, ma tutti i personaggi sono stereotipati.
C'è la questione di internet e di second-life allusa nel corso di tutto il film ma questi temi non vengono realmente sviluppati o problematizzati

SOMEWHERE
Ne ho già parlato male su questo blog. Ancora una volta è Sofia-che-si-sente-abbandonata. Pretenzioso e vuoto.
Nota: Somewhere è evidentemente inspirato a Toby Dammit di Fellini da Tre passi nel deliro.



permalink | inviato da notturnoumano il 15/4/2011 alle 0:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
ottobre       

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 339507 volte